11 settembre 2015

La Difesa del Popolo parla di noi


Il settimanale diocesano "La Difesa del Popolo" offre nel numero 34/2015 (6 settembre 2015) un ampio articolo che presenta le attività ITSAD 2015-2016, in particolare le attività della Scuola di formazione teologica e della Scuola di Spiritualità.

Un anno di studio per essere credenti più consapevoli
Si apre il nuovo anno accademico dell’Istituto teologico sant’Antonio dottore dei frati minori conventuali. Due le proposte: scuola di formazione teologica (giunta al 72° anno) e di spiritualità. Per approfondire l’esperienza credente in maniera responsabile.

Sono aperte le iscrizioni al nuovo anno accademico dell’Istituto teologico sant’Antonio dottore, dei frati minori conventuali, con sede in via San Massimo a Padova
Per la scuola di formazione teologica è il 72° compleanno, mentre per quella di spiritualità è il 14° appuntamento.
«Si tratta di un consolidato percorso di formazione alla vita di fede cristiana e all’approfondimento dell’esperienza credente – spiega padre Antonio Bertazzo, direttore della scuola di spiritualità – Sulla base della tradizione francescana e antoniana, legata alla predicazione e alla formazione delle coscienze, i frati continuano a offrire una proposta di teologia e di spiritualità a tutti coloro che sono interessati all’approfondimento sulla vita di credente cristiano».

I percorsi offerti sono orientati a formare a una certa competenza per svolgere nelle comunità un servizio pastorale nei diversi ambiti ministeriali della catechesi, liturgia e carità
«È una proposta aperta a quanti per intenti personali o per sensibilità al proprio servizio, intendono sviluppare la consapevolezza di credente in un contesto culturale e sociale che ha messo in difficoltà le tradizionali modalità di espressione della fede, nonché la religiosità stessa della persona. In un contesto culturale attraversato da un cambiamento importante, sembra necessario ritrovare le coordinate principali della fede cristiana per sviluppare la capacità del confronto con altre fedi o modalità di vedere e vivere la realtà».
Le due scuole intendono quindi rispondere alla domanda di una responsabilità credente, non più semplicemente legata a una trasmissione religiosa naturale ma, grazie a questa, orientata a una scelta personale e comunitaria più profonda.

Le scuole hanno corsi diversi: quella di formazione teologica intende riprendere gli orientamenti principali fondanti del credere cristiano, secondo i riferimenti biblici, teologici e morali della tradizione della chiesa. La scuola di spiritualità offre percorsi di approfondimento dell’esperienza della fede, proponendo elementi delle dinamiche interiori, della preghiera, delle testimonianze biografiche della santità. 
«Per la scuola di spiritualità si è voluto sottolineare, quest’anno, la dimensione pratica delle dinamiche interiori, mediante corsi e incontri sulla preghiera, meditazione e sull’immaginario interiore».
Proposta comune alle due scuole, il corso, guidato da Roberto Filippetti, su poesia e teologia: “La poesia: canto d’un cuore che desidera”.

«La formazione teologica e spirituale è una necessità – sottolinea padre Bertazzo – Quando si parla di religiosità media degli italiani, viene confermato il dato sulle scarse conoscenze religiose dei cattolici. Ma soprattutto affermato un progressivo cambiamento culturale in cui la religione e i suoi principi sono sempre più assenti. Il cambiamento culturale e religioso porta con sé una forma di indifferenza o di sconclusionata pluralità per la quale è normalmente accettato un credere personale e individualista. Rimane, comunque, il bisogno di una religiosità, in quanto la persona è tendenzialmente strutturata a essere religiosa, cioè a credere che l’orizzonte del Cielo sia fondamentale. Esiste la necessità di sapersi confrontare e dialogare con questa realtà culturale e personale ormai segnata non più da una base di credenze condivise, ma da un fai da te anche nell’ambito della religione. Ciò che è vincente è il dialogo e la relazione che accompagna a incontrare il Signore Gesù, principio rivelato e legame unico della nostra fede cristiana. Insomma, è ancora il momento di dire che vale non il semplice cristiani per caso, ma credenti per scelta».

Claudia Belleffi



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